Lega Basket Serie A

Non sarà ancora Basket City ma a Bologna si fa di nuovo sul serio

La Virtus vuole sentirsi competitiva per lo scudetto e l'Eurocup, la Fortitudo punta ai playoff

15.10.2019 15:32



di Vito Troilo

Rievocare l’epopea di Basket City? Macché, il paragone sarebbe decisamente ingeneroso. È un dato di fatto incontrovertibile, però, l’ottimo inizio di campionato delle due squadre bolognesi, che nelle prime quattro giornate hanno messo insieme un record complessivo di 7-1.

Il tema è perciò la portata del rendimento delle due antagoniste cittadine: stupisce più l’avvio a punteggio pieno della Virtus Segafredo di Sasha Djordjevic o l’eccellente partenza della neopromossa Fortitudo Pompea di Antimo Martino?

Il blitz di domenica a Pesaro – col tecnico bianconero accolto dagli applausi scroscianti di quel pubblico che lo ha amato da giocatore – ha lanciato la Virtus in testa alla classifica da sola: una sensazione rivissuta a distanza di ben 13 anni dai tifosi delle Vu nere. L’impatto di Milos Teodosic sulla Serie A italiana è stato semplicemente devastante e le potenzialità della sua sinergia con Stefan Markovic sono ancora inesplorate, al punto da poter ritenere la Segafredo, alla lunga, una seria pretendente per il titolo. Specie se le formazioni ritenute più forti dovessero continuare a far fatica (ogni riferimento a Milano, che ha già perso due volte in casa, è inevitabile).

Riportare la Virtus in Eurolega nel più breve tempo possibile è il cruccio neppure troppo inconfessato del patron Massimo Zanetti, oltre che del tecnico («Prima torniamo, prima la vinciamo» furono le sue parole eloquenti sull’argomento). Il corridoio diretto per l’accesso alla prima lega europea è la vittoria della seconda competizione Uleb, l’Eurocup, alla quale la società punta senza mezzi termini. Non sarà facile ma le premesse ci sono tutte. L’orientamento è chiaro: coppa e campionato hanno pari dignità. Toccherà ai vari Gamble, Gaines, Weems e Hunter dare concretezza, specie in attacco, all’inventiva dei due playmaker serbi. Djordjevic sembra aver costruito una squadra solida su equilibri chiari e gerarchie precise, col contributo fattivo degli italiani Pajola, Ricci, Cournooh e Baldi Rossi. L’innesto di Teodosic pare il tassello giusto di carisma ed esperienza internazionale per completare un mosaico ben curato.


La Effe ha perso solo a Varese, piuttosto nettamente, alla terza giornata. Domenica l’ha spuntata su Treviso e con un bilancio 3-1 è nei quartieri alti della graduatoria. Come da tradizione, è una Fortitudo plasmata dalla capacità di soffrire e rialzarsi: lo dimostra il successo in rimonta nell’ultima partita, strappato con grinta dalla “vecchia guardia” biancoblu (Mancinelli, Cinciarini, Fantinelli). L’apporto dell’esperto paymaker croato Stipcevic, di un Pietro Aradori deciso a dimostrare di valere ancora la nazionale, del cavallo di ritorno Ed Daniel sotto le plance e dell’esterno canadese Robertson (15.8 punti di media) completa il valore di un gruppo che coach Antimo Martino – debuttante nella massima serie – guida interpretando alla perfezione lo spirito combattente e indomito del club.

Il traguardo dei playoff è alla portata, a patto che la Pompea riesca a produrre di più a livello difensivo, abbassando la quota di 76.5 punti concessi finora agli avversari. Il percorso di Virtus e Fortitudo, senza dubbio diversificato per la portata degli investimenti compiuti (il budget bianconero è superiore), finirà per incrociarsi il 25 dicembre, alla quindicesima giornata, nella prima delle due stracittadine previste dal calendario. Dieci anni dopo, il derby sotto le due torri in Serie A: la magia del Natale trasformerà di nuovo Bologna, almeno per qualche ora, in Basket City.

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