Ciclismo

INTERVISTA - Nibali: «Soddisfatto del risultato al Giro. Adesso Tour e campionati italiani»

Lo squalo ha già archiviato il secondo posto al Giro d'Italia e guarda già ai prossimi appuntamenti importanti

Cristina Scarasciullo
12.06.2019 10:07

Se avesse vinto, Vincenzo Nibali sarebbe stato il più anziano vincitore del Giro d'Italia. A 34 anni, il capitano della Bahrain Merida è stato uno dei protagonisti della 102ª edizione della corsa rosa, che ha concluso al secondo posto, a poco meno di 2' da Richard Carapaz. Sulle strade "di casa" lo squalo ha dimostrato ancora una volta la sua grande esperienza nelle corse a tappe, mettendo in mostra un'ottima forma fisica.

Analizzando la sua gara, Nibali vede il bicchiere mezzo pieno, è convinto di aver fatto quello che poteva ed è soddisfatto del risultato della sua prestazione, che ha già archiviato. Adesso i suoi obiettivi sono prima di tutto il Tour de France (che partirà il 6 luglio da Bruxelles) e i campionati italiani su strada che si disputeranno domenica 30 giugno  sull’appennino parmense.

È stato un Giro lungo e complicato, che è terminato con un secondo posto finale. È soddisfatto o si aspettava di più?
«Potrebbe sembrare il classico bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, ma personalmente sono soddisfatto della mia gara. Ho dato tutto quello che ho potuto e anche se la vittoria non è arrivata non ho rimpianti».

Al via di Bologna nessuno si aspettava Carapaz vincitore a Verona eppure è successo. Che tipo di avversario è stato in gara?
«Lo definirei un corridore “solido” perché non ha mai avuto momenti di debolezza aiutato anche da una grande squadra. Dopo il quarto posto dell’anno scorso, si è confermato un’atleta di valore».

Pensa che se non avesse lasciato andare Carapaz a Courmayeur il finale sarebbe stato diverso?
«Chi può dirlo? Con i “se” e i “ma” non si va molto lontano».

La tradizione del Giro d’Italia è, per tutto il movimento ciclistico italiano, un momento di grande importanza. Quanto è emozionante per un corridore italiano correre sulle strade di casa propria?
«Sicuramente il Giro è per un atleta il sogno che coltiva fin da bambino. Per me significa correre tra tante gente che tifa per me e questo è molto emozionante».

Oltre ai campioni già affermati come Lei, esiste una nuova generazione di ottimi corridori che sta venendo su, penso per esempio a Masnada della Androni e Ciccone della Trek. Quanto è importante questo per tutto il movimento?
«È fondamentale che ci sia un ricambio generazionale. Il Giro ha detto anche questo ossia che stanno crescendo dei giovani molto interessanti e questo non può essere che positivo per il pedale azzurro».

In una gara così complessa e così lunga come il Giro d’Italia, come si reagisce ai momenti di difficoltà?
«Guardando avanti e reagendo con calma e lucidità. L’esperienza, inoltre, gioca un ruolo molto importante».

Pensa già al Giro numero 103? Quali sono i prossimi appuntamenti che la vedranno protagonista?
«È un po' presto! Per adesso mi concentro sul Tour de France e prima sui campionati nazionali. Al prossimo Giro d'Italia ci penseremo più avanti».

Si ringrazia l'ufficio stampa della Bahrain Merida per la disponibilità e la collaborazione nella realizzazione dell'intervista.

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Vincenzo Nibali | © RCSsport

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